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Buhh-storie di fantasmi

Buhh – storie di fantasmi

‘A chi non è mai capitato di trovarsi con occhi sgranati e bocca spalancata ascoltando un racconto di fantasmi e spettri?’.

Credo a tutti. E credo che ciò accada specialmente da bambini e da adolescenti. Il paranormale ha affascinato grandi e piccini da sempre.

Ma non a tutti accade poi di approfondire l’argomento e si ferma ai racconti del nonno, o alle serate in compagnia degli amichetti, come accade in molti film americani di vedere un gruppetto di ragazzini attorno ad un fuoco con le cicale che cantano la civetta che chiama e tutti attenti al racconto con colpo di scena finale. E solitamente succede che un cane ululi e tutti scappano atterriti.

Ma spesso ci siamo chiesti quanto di vero c’è in questi episodi.

E nessuno può dirlo in verità.

Gli studi scientifici stessi non hanno risposte certe a questi avvenimenti.

Ognuno di noi ha la facoltà di credere o no, ognuno di noi si dà una risposta.

Non vi è mai capitato di andare a trovare un parente che vive in un paesino e che lo stesso parente vi racconti che nella grande villa abbandonata ormai da anni e diroccata appena fuori paese successero cose strane?

O di essere a cena da amici una sera e grazie al passaparola:” Sai cosa mi ha raccontato mia cugina?” Non accorgersi delle ore che passano e fare quasi mattina bevendo liquorini e patatine fritte fumando come turchi ma nessuno con un’ombra di sonno per sentire tutta la storia con relativi commenti? E poi ognuno ha sempre qualche cosa da raccontare in merito, l’argomento prende vita, ogni singolo commensale ha una piccola vicenda da raccontare.

Poi ci sono persone che non ne vogliono sentir parlare, ma non per paura dicono, è che sono tutte fantasticherie di gente malata.

In effetti io credo che ne abbiano una paura fottuta!

Ricordo un episodio quando ero bambino. Forse una domenica ma non ne sono certo. Andammo a trovare la figlia di una cara amica di mia mamma che da poco aveva comperato un rustico da sistemare non lontano dal centro dove vivo.

Bel posto, collinare, tanto verde tanti vigneti. Una domenica all’aria aperta. Arriva il momento della merenda e interrompo i miei giochi.

Forse per spaventarmi credo, gli adulti hanno questa mania di spaventare i bambini spesso con racconti dell’oltre tomba, ma il bello è che i bambini ascoltano rapiti storie come queste, comunque la cara amica di mia mamma comincia a raccontare:” Bello questo posto no? Tranquillo!” E noi tutti ad annuire. “ Pensa che non lontano da qui c’è una casa ormai disabitata, ma non è in cattive condizioni, non riescono a venderla perché succedono cose strane”. Immaginatevi la scena, io bocca spalancata, il mio pane e nutella ben visibile mezzo masticato, mia mamma che inizia a ridere, mio papà senza alcun segno di vita in viso, la figlia della signora che annuiva con espressione seria, il marito che ascoltava con un sorriso furbetto, il figlio era troppo piccolo per capire e continuava a giocare.

Il racconto prosegue:” Anni fa al posto della casa in questione c’era una chiesa, che poi hanno sconsacrato e nel tempo non ne è rimasta traccia. Anni dopo il terreno viene venduto e ci costruiscono quella casa, ci va a vivere una famiglia che dopo pochi anni se ne va ma non si è mai saputo il perché, mettendo di conseguenza in vendita la proprietà. Purtroppo resta disabitata per anni, il tempo necessario perché tutto si dimentichi. Un bel giorno la casa viene riaperta, iniziano i lavori di ristrutturazione e dopo un anno ci va a vivere una famiglia, papà, mamma e due figli, maschio e femmina. Per un po’ non accade nulla, la famiglia fa la sua vita, i figli crescono e tutto procede”.

Una domenica mattina, la signora X si alza e scende il cucina per iniziare le faccende domestiche classiche della domenica mattina, prepara l’arrosto si fa il caffè e via dicendo.

Ma appena mette piede in cucina ancora un po’ addormentata nota che c’è qualche cosa fuori posto.

Non ricordava se la sera prima, prima di andare a dormire, si fosse dimenticata di mettere la carne in frigo, che era sul tavolo.

Inizia a darsi della stupida, impreca forse, nel frattempo scende il marito, che la vede affaccendata mentre parla a voce alta e le chiede cosa le prende. Lei racconta l’accaduto, lui le dice che stà invecchiando, che inizia a dimenticarsi le cose e la domenica passa come se nulla fosse.

Una settimana dopo, una notte, si sveglia la figlia, che forse aveva 12-13 anni. Si sveglia perché sente dei tonfi, come se provenissero da sotto.

Pensando fosse ovviamente la madre in cucina, decide di scendere di sotto, accende la luce della scala e va tranquilla, nel frattempo i rumori erano cessati.

Quando arriva di sotto tutto è tranquillo come lo avevano lasciato prima di coricarsi. La madre non c’è, va in sala, nemmeno lì c’è nessuno, convinta di aver sognato i tonfi torna a letto.

Non ne parla nemmeno ai genitori la mattina dopo e la cosa viene dimenticata.

Nelle settimane a venire, non accadono cose stupefacenti, ma piccole cose, che possono succedere a tutti, come stipetti della cucina aperti, porta della cantina che dà sulla cucina spalancata, un coltello fuori posto, la luce accesa, un rubinetto un po’ aperto, un cassetto aperto, e tutte a distanza di giorni.

A chi non capita di lasciare la luce accesa in cucina o in bagno? O un bicchiere abbandonato sul tavolo? Tutto questo solo in cucina, ricordavetelo!

Ma nessuno ci fa caso, non più di tanto, cose che accadono, ci si ride sopra, come per la carne lasciata fuori dal frigo.

Immaginate il mio stato, completamente rapito dal racconto, forse ero già al mio secondo panino con nutella, non ricordo.

Una notte, mentre tutti dormivano, ricominciano i tonfi. Si sveglia stavolta la signora X, che sveglia il marito. Il signor X si alza con la moglie dietro a mò di scudo e in punta di piedi pensando ai fatidici ladri iniziano la discesa della scala.

Anche in questo caso i tonfi erano cessati nel momento in cui la signora chiama il marito.

Arrivano di sotto e……sorpresa!!!!

Tutti gli stipi della cucina aperti, i cassetti aperti, la porta della cantina spalancata.

Immaginate la faccia della coppia e immaginate la mia!

Credo la stessa espressione.

Rimettono a posto la cucina facendo congetture. Classico. Pensano ovviamente ad uno scherzo dei figli, ritornano quindi a letto d’accordo che al mattino avrebbero scherzato con i figli fino a farli parlare.

La mattina infatti le cose vanno come da copione.

Ma i figli, ignari di tutto, negano la cosa, ovviamente.

La figlia, appena la mamma ormai rassegnata alla confessione racconta dei tonfi, si ricorda che notti prima li aveva sentiti anche lei, e che, scesa di sotto, non aveva trovato nessuno e nulla fuori posto.

Iniziano a preoccuparsi. Chi mai può essere entrato di notte? Il cancello è chiuso. La porta è chiusa a chiave. Non c’è traccia di efrazione. Scendono in cantina, ma anche lì tutto pare a posto. Pare! Tutto ciò si ripete, per altre notti, a volte solo tonfi o scricchiolii, a volte nessun rumore, ma come scendono la mattina trovano o la porta della cantina aperta o alcune cose fuori posto.

E’ ovvio che la famiglia è spaventata. Non sa più cosa pensare. Forse uno dei figli è sonnambulo?

Chi lo sa cosa passava loro per la testa.

Una domenica partono per andare a trovare parenti che abitavano in un’altra provincia, si fermano a cena da loro rientrando sul tardi.

Quando entrano in cucina il gelo nel sangue. A terra ritrovano piatti rotti, bicchieri rotti e pentole sparse sul pavimento. Quella notte nessuno dorme. E così per molte notti, ma il fenomeno cessa di colpo.

Passa il tempo, ora non so dire quanto, ma giorni e giorni senza più sorprese.

Ma una notte ricominciano i tonfi e assieme ai tonfi lo sbattere di porte.

Si svegliano tutti.

Atterriti nessuno ha il coraggio di scendere a vedere, ma bisogna farlo.

Mentre scendono le scale i tonfi si affievoliscono e iniziano le voci, sussurri, mezze parole.

Un urlo maschile e profondo dà inizio alle danze.

La famiglia X arriva alla soglia della cucina e restano lì, inebetiti, occhi sgranati, bianchi come fantasmi.

Tutti gli oggetti che fanno una cucina che girano vorticosamente sospesi per aria, i cassetti che si aprono e si chiudono come gli sportelli della cucina, tutto vola fino a che un grosso coltello finisce il suo volo andando a infilarsi a pochi centimetri dal viso del signor X, nella cornice della porta e tutto si ferma.

Tutto ciò che era in aria cade a terra, tutto ciò che si poteva rompere finisce in mille pezzi.

Immaginate una scena da film dell’orrore, e cercate di immaginare i quattro malcapitati.

Ovviamente tutto ciò accade in pochi minuti, pochi minuti che però cambiano la vita a questa tranquilla famiglia.

Sono lì, immobili, paralizzati, incapaci di emettere qualsiasi suono, sembra non respirino nemmeno, quando un tremolio da prima lieve li desta dal torpore.

Il tremolio si trasforma in una vera e propria scossa di terremoto, tutto salta, calcinacci cadono dal soffitto, il pavimento si spacca con crepe che lo attraversano e finiscono ai muri.

E loro? La famiglia X? Scappa.

Escono di corsa, si lanciano alla macchina e via di corsa senza nemmeno girarsi per vedere cosa accadeva.

Ma nulla accadeva nel frattempo, appena messo i piedi fuori dalla porta tutto finisce tutto ritorna normale, tutto tace, una tranquilla casetta di campagna.

Inutile dire che quella notte restai sveglio ad ascoltare ogni rumore e scricchiolio.

Ero terrorizzato!

Le notizie della famiglia X finiscono lì.

Forse ritornarono, ma di giorno, per recuperare le loro cose e la casa rimase disabitata, forse lo è ancora.

Sempre quando ero ragazzino e frequentavo la scuola media, con i compagni avevamo deciso di formare una squadra speciale per andare in missione a Villa Pastore.

Villa Pastore è una vecchia villa ormai diroccata in cima ad una collina appena fuori il centro dove vivo.

Ovviamente c’è una storia che la riguarda!

Dal momento che non esistono documenti ufficiali o libri che ne parlino, mi devo basare sulla leggenda e su storie che si tramandano.

La villa risale a quanto sembra al 1873, un lungo viale ora ostruito dalla vegetazione porta alla villa, probabilmente ai suoi splendori era alberato.

Ora della bella villa resta ben poco, ma non è delle rovine che vi voglio parlare.

La Famiglia Pastore era sicuramente a quel tempo molto ricca.

Avevano una figlia che morì molto giovane, si dice di tubercolosi. La seppellirono nel giardino di casa, la tomba esiste ancora ed è visibile.

Da allora il fantasma della piccola si aggira per il parco e per la villa, questo è ciò che si racconta, di preciso nel mese di luglio

Dopo la morte della figlia la famiglia ebbe un figlio maschio, morto anche lui mentre suonava il pianoforte a causa del crollo di una torre. C’era anche la lapide del bambino che però qualcuno ha pensato bene di portare via.

Si sa come finiscono queste cose, una pallina diventa una valanga, da una parola nasce un romanzo.

Negli anni le storie si sono moltiplicate, e probabilmente molte sono anche inventate.

Si racconta che al secondo piano (ma tutto questo si diceva quando ero ragazzino) c’era un grosso salone adibito a sala giochi, un grosso biliardo al centro e vari mobili alle pareti, mobili ovviamente di pregio.

C’è chi racconta di esserci stato quando ancora la casa era agibile, di aver visto cose che oramai non esistono più, come una cassettiera antichissima dove all’interno di un cassetto v’erano dei documenti che prontamente sono stati prelevati.

Chi racconta che dalle cucine che personalmente ho visto tramite una scala si arriva alle cantine (chissà perché le cantine fanno paura un po’ a tutti) e dalle cantine scendendo ancora più sotto si arriva ad un corridoio con celle tipo prigioni.

Ma non finisce qui! Da questo corridoio prigione, proseguendo si snodano gallerie, che dovrebbero portare sotto il Duomo nel centro della cittadina, un’altra galleria porta ad un’altra villa a circa un chilometro di distanza e altre gallerie che non si sa dove finiscono.

Tutto questo condito da storie di fantasmi e trappole per fermare i malcapitati che volevano avventurarsi nella zona.

Si diceva addirittura che alla fine del viale che portava alla casa ci fossero piante rampicanti che intrappolavano il malcapitato.

Figuriamoci!!!

Tutto pane per i nostri denti! Una banda di cinque ragazzini che giocano a Indiana Jones!

Ma poi non se ne fece nulla, i nostri progetti andarono in fumo, credo perché fondamentalmente avessimo parecchia paura. Avevamo addirittura compilato una lista della cose che ci potevano servire: torce elettriche, funi, coltelli, uno zaino a testa per le provviste se fossimo rimasti intrappolati in qualche buca senza fondo.

E così questo desiderio di avventura mi rimase per anni. La curiosità di scoprire misteriosi passaggi la esaudì molti anni più tardi.

Solo all’età di 20 anni assieme ad un amico un po’ più grande.Parlando della cosa, decidemmo di fare una visita al luogo.

E così un sabato pomeriggio partimmo per Villa Pastore.

Lasciammo la macchina in una strada vicina e a piedi ci incamminammo verso la villa attraversando un campo appena arato.

Davanti a noi si presentò una piccola altura fitta di vegetazione, superandola ci trovammo appena di lato alla facciata principale della villa.

Non so cosa mi aspettassi, ma ero in trepida attesa, un po’ emozionato e nel contempo, anche il mio amico, silenziosi, come per rispetto.

Ci guardammo attorno, forse per scorgere qualche particolare, ma nulla più di tanta erba alta e muri ormai scrostati dal tempo, quindi ci avviammo verso il fianco e poi nel retro.

Nel retro c’era una specie di veranda, con grandi porte-finestra oramai senza vetri, ma lasciammo a dopo quella parte, cioè la casa vera e propria, come se fosse il pezzo forte da lasciare per ultimo.

Andammo verso le costruzioni più in là, costruzioni di mattoni rossi individuando quelle che forse erano state le stalle dal momento che fissati ai muri c’erano anelli di metallo. Attaccate a queste, altre costruzioni, forse gli appartamenti della servitù.

Girandoci poi verso la villa, sul fianco sinistro, una torre, sempre in mattoni rossi, con una scalinata esterna ma interrotta, crollata.

E venne il momento di avventurarci nella casa.

Entrammo in quella che ho descritto prima come una specie di veranda, il soffitto a volta e le pareti di una tinta verde acqua con delicati dipinti di piccoli fiori e tralci.

Ovviamente il pavimento era ingombro di vario materiale, dalla foglie secche ai rottami dei crolli, mozziconi di sigarette e cartacce varie.

Ora non ricordo benissimo tutti i particolari, ma da lì si accedeva ad un piccolo ingresso dove dal soffitto si intravedeva il piano superiore e forse se ben ricordo vicino c’era una scala, inutile dire che sarebbe stato da pazzi cercare di salirle, tutto pareva sul punto di crollare da un momento all’altro tanto che si parlava sottovoce.

Nello stesso piccolo disimpegno trovammo scarabocchi sui muri, scritte che ora non ricordo e una raffigurazione del Diavolo.

La scena non mi fece proprio piacere, ma c’è da raccontare un piccolo particolare.

Si dice, che negli anni passati, ci andassero molte coppiette a divertirsi (nemmeno se mi pagavano ci sarei andato!), ovviamente la sera, poi ci fu un periodo dove ci andavano gruppetti di ragazzi a fumare spinelli o altro di pesante, immagino la scelta del luogo, non li avrebbe disturbati nessuno!

Poi si racconta anche che per un periodo Villa Pastore fu frequentata da una setta adoratrice del Demonio, ecco perché, forse, il disegno sul muro, ma su questo particolare sono solo voci.

Dal disimpegno raggiungemmo quella che secondo noi poteva essere una cucina.

C’erano un lavandino in pietra, alcuni piccoli scaffali ricavati nel muro e poi in fondo alla stanza una scala a chiocciola che portava chissà dove.

In fondo alla scala il buio totale.

Inutile dire che girammo i tacchi.

Non è che visitare la villa mi abbia particolarmente soddisfatto, forse mi aspettavo la comparizione di qualche fantasma? Forse mi aspettavo di più? Peccato che il piano superiore era inaccessibile!

Comunque, per terminare, la villa e tutta la proprietà fu acquistata qualche anno fa, per farne chi lo sa cosa, voci di corridoio parlavano di trasformare la casa in mini appartamenti, tanto che dal terrazzo di casa dei miei genitori vedevo una gru e gli operai avevano ripulito dalla vegetazione scoprendo la facciata.

Ma durante i lavori di restauro un operaio rimase ucciso,i lavori si fermarono e tutt’ora sono fermi.

E’ un caso?

Wink_AL

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