Storie di vita 

La maria

Per i miei quarant’anni ho deciso il regalo, voglio una canna! Non per pescare, una canna da fumare! La maria – marijuana. Chiedo ad una amica, non scrivo il nome per non metterla nei guai, se me la può procurare. Ci riesce e me la porta.

Uh signur, toybellina, ricordati quello che successe l’anno scorso con la bravata del limoncello. Ti sei sentita male e ti sono venuti a trovare la guardia medica ed i carabinieri. Non ripetere quella figuraccia. Ah! Mi mancavano le tue pippe grilla sparlante, quest’anno sarà diverso, tranquilla, basta carabinieri, questa volta apriamo la porta ai pompieri!

Ricordo uno scherzo fatto alla Lucia. Quanta pazienza aveva mia madre, le feci vedere la scatola del the aromatizzato cannabis comprato qualche anno prima in un negozio a Lugano e la mandai al bar del paese a comprarlo.

«Teresa ma è della Maria De Filippi?»

Mamma è una fan della Signora citata. Si vede tutte le trasmissioni, vorrebbe far parte del pubblico di “Uomini e donne” e mandare un messaggio riconciliante alla sorella tramite “C’è posta per te”.

«No mamma, non esiste solo Lei con quel nome! Nel mondo ci sono altre Maria.»

Ora ho capito da dove deriva la simpatia che mi lega a questo personaggio. Forte del mio desiderio, la Lucia non si fermò quando la barista le disse che non aveva mai visto quel tipo di bevanda e aspettò il rappresentate di caffè rivolgendogli la stessa domanda: «Per caso vende il the alla maria?» L’uomo di mondo quando sentì “the alla maria” si piegò in due dal ridere e spiegò a mia madre che cos’era e che sicuramente la figlia le aveva fatto uno scherzo.

«Taresa te me ghe fregà! Mi hai fatto fare una brutta figura disgraziatona! La prossima volta vai tu a chiedere queste cose.»

No, non si era incavolata, avrebbe fatto mille figure pur di esaudire le mie richieste sapendo che difficilmente potevo uscire di casa. Tre piani di scale mi separavano dal mondo e solo ogni due mesi circa mi aiutavano a scendere con la carrozzina, naturalmente senza casco e paradenti.

Una risata mi catapulta ad oggi…

Chissà perché il fascino di questo fumo mi ha accompagnata per molti anni. Ricordo film, canzoni, che ne hanno decantato gli effetti creativi. Sarà cosi? Magari dopo qualche tiro riuscirò a scrivere un capolavoro? Oppure sentirò meno dolori alle gambe e il mio corpo potrà danzare? E quella sensazione di calore, di amore, quell’abbraccio dalla donna che mi ha amata dalla nascita fino alla morte, mi avvolgerà di nuovo? Sarà così?

Dai Mariateresa, ora la sigaretta ce l’hai…provala! Mamma mia quante paranoie e se succede qualcosa? Se mi sento male? Se svengo, chi se ne accorge? Se….

Il tempo passa, i giorni mi portano lontana dal 30, siamo già a febbraio. Fa freddo, c’è la neve. In casa la temperatura non è tanto diversa da fuori. Non ho acceso i termosifoni, non posso affrontare la spesa, mi devo accontentare della stufa a legna. Al mattino quando l’accendo il fumo mi raggiunge anche nelle altre stanze, sembra di stare in aperta campagna con la nebbia. Prima o poi la dovrò cambiare, è troppo il fumo che respiro. Mamma è morta da circa 10 mesi, sembra di sentire i passi per le scale, la porta di casa che si apre e tanti altri rumori la riportano a me. La realtà però è diversa e quella magia mischiata a nostalgia è come la bolla di sapone che quando la prendi scoppia. Sei in tutto quello che mi circonda mamma, in tutto…

14 febbraio, San Valentino, è la giornata giusta per fumare! Non ho detto niente a nessuno, la mia bravata deve rimanere tra queste mura. Preparo tutto, l’accendino e la sigaretta, la stanza scelta è lo studio con i mega poster di Olivia alle pareti. Brrrrrr qui fa ancora più freddo, il calore non arriva, il termometro segna 1 grado. Metto un po’ di musica, una playlist mista: Elisa, Laura, Gianna e Olivia. Quattro donne mischiate ai Guns N’Roses, come se la canna dovesse durare un’ora! Inizio, accendo e…il primo semi tiro. Poi il secondo intero… non succede niente. Il terzo… il quarto… niente!!

Don’t cut me down, For I am innocent,Don’t cut me down, I am your friend , Sei nell’anima, E li ti lascio per sempre, Sospeso, Immobile,Fermo immagine, Un segno che non passa mai, Come se non fosse stato amore, Don’t you cry tonight, I still love you baby, Don’t you cry tonight, Don’t you cry tonight, Vivimi senza paura,Che sia una vita o che sia un’ora, Non lasciare libero o disperso, Questo mio spazio adesso aperto ti prego,Vivimi senza vergogna,Anche se hai tutto il mondo contro,Lascia l’apparenza e prendi il senso,E ascolta quello che ho qui dentro, Oh don’t ask why me, why me why not me, ‘cause it’s broken broken, Something got broken like stolen,Stolen, like if it was stolen, And hurting, hurting,I have been hurting and now,Only time will tell,Time will heal…

 

ascolta / play the music

Rimbambisco, sono un mixer, non succede niente, aspiro, trattengo, tossisco. Niente! Niente! Ma cos’è sta roba? Origano? Cicoria? Bbasilico? Non succede niente. Forse sto sbagliando, nei film dopo il primo tiro si mettono a ridere, ballano, scrivono, dipingono….e io? Niente. Mi incavolo, ecco! Chiudo gli occhi, cerco di rilassarmi. La sigaretta si sta consumando, tiro di nuovo. Niente. È mezzanotte, guardo fuori dalla finestra, sta nevicando, è tutto calmo, ovattato. Nessun rumore esterno, solo il mio tirare, le sto provando tutte. La canna è finita, chiudo la luce e vado in soggiorno. Annuso l’aria come un cane in cerca di tartufi, e sento una puzza pazzesca, apro tutte le finestre, non voglio che il giorno dopo si senta odore. Comincio a spogliarmi, ho caldo, tanto caldo, il cuore batte esageratamente, batte da farmi stare male. Rimango in canottiera, esco sul balcone, prendo un po’ di neve e la metto sulle braccia e sul collo, mi tolgo anche l’ultimo indumento, devo respirare. Ah! Qui fuori segna – 6, fa freddo ed io sudo. Mangio la neve che continua scendere, le ruote lasciano il segno, per spingermi bagno le mani e in due secondi si congelano, faccio un urletto stile Michael Jackson incrociato con un lupo mannaro senza luna piena e rientro. Uh signur! Mai avuto tanto caldo. Sono quasi le due di notte, avevo idealizzato l’effetto della maria, spero solo che domani il mio risveglio sia normale e senza bronchite.

Toybellina adduormete sient a me! Grilla sparlante jammuncenne a curcà.

 

Toybel 2017

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